L’ENEL HA COLPITO ANCORA
Di Leonardo Libero – Febbraio 2005
Pubblicato su www.aspoitalia.net
Premessa
L’Enel è nato nel 1962 come ente di stato e oggi è società per azioni, della quale lo stato è ancora il socio di riferimento; quello che la controlla, insomma. Ed è quindi tanto più sgradevole doverne constatare i demeriti nei confronti dei cittadini italiani. Per esempio:
a)- secondo pareri anche recenti di analisti economici italiani e stranieri di ogni tendenza, uno dei motivi per cui le tariffe elettriche italiane sono fra le più care al mondo sta nella scarsa concorrenza, causata dalla posizione dominante che l’Enel ha tutt’ora sul mercato elettrico nazionale;
b)- l’Enel ha sempre ostacolato in modi diversi, ma tutti purtroppo efficaci, la diffusione anche in Italia dell’utilizzo “diffuso” e privato delle fonti di energia rinnovabile; per esempio:
- si è arrogato poteri normativi, usurpandoli al CEI, e li ha esercitati con ritardi di anni;
- ha elaborato il “Programma Tetti Fotovoltaici” in modo più dissuasivo che promozionale;
- ha messo in conto costi non dovuti (ha “fatto la cresta sulla spesa”) per l’allacciamento di impianti da rinnovabili alla rete, beccandosi nel 2001 un “ordine” di smetterla dall’Autorità per l’Energia; ma è sopravvissuto alla vergogna, forse perché incapace di provarne;
c)- infatti l’Enel, grazie al suo ostruzionismo alle attività altrui, è diventato il maggiore beneficiario dei contributi Cip6 per “sostegno a fonti rinnovabili” (nel 2003 il 41,1 % = 550,179 milioni di euro); contributi che sono finanziati con i sovrapprezzi imposti nel 1991 agli utenti elettrici italiani;
d)- infatti l’Enel ha avuto anche la faccia tosta di entrare sul mercato degli impianti privati e “diffusi“ da fonti rinnovabili; cioè di voler ricoprire contemporaneamente, sullo stesso campo di gioco, i ruoli di arbitro e di giocatore.
Il fatto nuovo
Da qualche settimana l’Enel invade i media con la pubblicità dei suoi contratti per le “tariffe differenziate”, sbandierando per gli utenti un possibile risparmio “fino all’8 per cento all’anno” (che francamente non mi sembra nemmeno poi tanto). Quelle tariffe tendono a “livellare” la richiesta, molto più forte nel giorno che nella notte e nei giorni lavorativi che in quelli festivi. Modificare le abitudini di consumo degli utenti concedendo sconti nelle ore più “vuote” è quindi un artificio tecnicamente valido ed economicamente proficuo per le società elettriche. Che infatti, per esempio in Svizzera, lo hanno adottato da decenni.
Purtroppo però l’Enel, nell’adottarlo, non ha saputo rinunciare ad inserirvi l’ennesima deplorevole furbata. Inciso: a mio parere spesso la furbizia è un succedaneo dell’intelligenza, al quale ricorre chi intelligente non è; ma non è certo questo il caso dell’Enel; il quale è solo prepotente; e lo è perchè, a buon motivo, si presume immune da rilievi e sanzioni.
I contratti per tariffe differenziate predisposti dall’Enel - diversamente da quelli utilizzati ad esempio delle circa 1.000 (dico, mille!) società elettriche svizzere - condizionano infatti il riconoscimento dello sconto al fatto che l’utente raggiunga, nelle ore scontabili, traguardi di consumo che vanno dal 26 al 57 per cento dei suoi consumi complessivi. Di conseguenza, se egli manca anche di un solo kilowattora il proprio traguardo, la diligenza e il disagio spesi nell’osservare gli orari non gli saranno retribuiti mentre solo l’Enel ne avrà ricavato un vantaggio economico. Ebbene, non so se questo si possa chiamare truffa o raggiro, ma qualche cosa di poco simpatico lo è di sicuro.
Leonardo Libero
19 febbraio 2005